A palazzo Maffei

3 parole. E forse un buon punto da cui ripartire

Verona, un giorno d’estate a palazzo Maffei. Ho scelto alcune opere d’arte moderna esposte. 

La presentazione di ognuna segue l’ordine sequenziale

Chiara Dynys, l’opera si intitola Over Nature, installazione site-specific realizzata per Palazzo Maffei. Grandi reti dorate, sulle quali sono applicate le frasi in vetro iridescente, azzurro e rosa. “Per comprendere che il cielo è azzurro ovunque non c’è bisogno di fare il giro del mondo.” Non cancella il paesaggio antico ma crea una sovrapposizione temporale: il paesaggio dipinto è quello “codificato” dalla storia dell’arte; la frase ci invita invece a guardare la natura con occhi nuovi.

Il tema della nuvola, dell’immateriale e del «ciò che sembra esserci ma non si può afferrare». Con la moltiplicazione delle lastre di vetro nelle successioni prospettiche, si trasforma la nuvola in qualcosa di sospeso tra realtà e illusione.E’ realizzata in fibra, racchiusa in una teca di vetro, crea l’effetto straniante e quasi impossibile. Opera Cloud (2016) di L. Erlich

Duchamp: ‘Il grande vetro’, opera divisa in 2 lastre di vetro sovrapposte e incorniciate: la parte superiore con il "regno della sposa", forme fluttuanti e una nuvola di elementi sospesi; la parte inferiore ospita il "regno dei celibi".

I Rilievi ottico-dinamici, sovrapposizioni, di strutture lamellari dalle cromie contrastanti che attivano particolari effetti visivi. Riflessioni sul rapporto tra creazione artistica e percezione ottica sviluppata da Biasi a partire dagli anni sessanta. La tavola genera un movimento circolare illusionistico costituito da elementi lamellari che si mescolano con colori contrastanti; le dinamiche si basano su studi ottici che creano giochi illusori a seconda del punto di vista in cui l’opera viene osservata. 

Segni neri che sembrano quasi fluttuare davanti alla superficie, ed è proprio uno degli aspetti sperimentali del lavoro di Carla Accardi, Verticale beige (1973)

3 figure di donne interpretate  da Casorati e Severini. Immagini che creano uno spazio mentale, dove le donne sono si presenti, ma in una condizione di sottrazione, di sospensione, quasi di ascolto. Ci sono giorni in cui fermarsi. È stare, senza dover andare da qualche parte. È ascoltare quello che normalmente non sentiamo. È fare silenzio intorno a sé. È diventare, per un po’, parte del paesaggio.

Il dettaglio di un angolo dell’opera ‘Le piantine’ di Casorati: le foglie nascondono il volto senza cancellare la presenza. E penso a me: a volte non mi nascondo. Semplicemente, non ho voglia di stare in primo piano. Ci sono momenti in cui stare un po’ dietro serve a capire meglio dove stare dopo.

La figura femminile dormiente giace su un prato fiorito, stringendo una melagrana: simbolo di fertilità e richiamo al mito classico di Persefone. L'atmosfera sospesa, quasi sacrale, fonde natura e sogno in un'iconografia densa di richiami simbolisti, preraffaelliti e botticelliani. ‘Il sogno del melograno’ 1912 di Casorati, è il manifesto di un'arte visionaria e interiore, che rifugge la realtà per immergersi nel mito, nel simbolo, nell'allucinazione poetica. L'opera anticipa una delle linee più originali della pittura italiana del primo Novecento, tra astrazione spirituale e figurazione evocativa. La donna nell’erba, quasi mimetizzata nel paesaggio.

Un tema di frammentazione: pezzi, geometrie, stoffe, colori. Una figura che sembra costruirsi attraverso vari elementi. ‘Janne dans l'atelier’ di Severini. Certe volte più che trovare una nuova forma, bisogna lasciare emergere quella che c’è. 'inserto di elementi presi dalla realtà quotidiana attraverso il collage è un omaggio alle invenzioni di Braque nella fase più alta del Cubismo sintetico. 

Three words. And perhaps a good place to start again

Verona, a summer’s day at Palazzo Maffei. I have selected a few of the modern artworks on display. 

Each one is presented in sequential order

Chiara Dynys, the work is entitled Over Nature, a site-specific installation created for Palazzo Maffei. Large golden nets, onto which phrases in iridescent, light blue and pink glass have been affixed. “You don’t need to travel round the world to realise that the sky is blue everywhere.” It does not erase the ancient landscape but creates a temporal overlay: the painted landscape is the one ‘codified’ by art history; the phrase, on the other hand, invites us to look at nature with fresh eyes.

The theme of the cloud, of the immaterial, and of ‘that which seems to be there but cannot be grasped’. Through the multiplication of glass panes in the perspective sequences, the cloud is transformed into something suspended between reality and illusion. Made of fibre and enclosed in a glass case, it creates an uncanny and almost impossible effect. Work Cloud (2016) by L. Erlich

Duchamp: ‘The Large Glass’, a work comprising two superimposed and framed glass panels: the upper part features the ‘realm of the bride’, with floating forms and a cloud of suspended elements; the lower part depicts the ‘realm of the bachelors’.

Optical-dynamic reliefs, overlays of lamellar structures in contrasting colours that create distinctive visual effects. Reflections on the relationship between artistic creation and optical perception, developed by Biasi from the 1960s onwards. The work creates an illusionistic circular movement composed of lamellar elements intermingling in contrasting colours; the dynamics are based on optical studies that produce illusory effects depending on the viewpoint from which the work is observed. 

Black marks that seem almost to float just above the surface – and this is precisely one of the experimental aspects of Carla Accardi’sVerticale beigand (1973)

Three female figures portrayed by Casorati and Severini. Images that create a mental space, where the women are present, yet in a state of subtraction, of suspension, almost as if listening. There are days when one must pause. It is simply being, without having to go anywhere. It is listening to what we do not normally hear. It is creating silence around oneself. It is becoming, for a while, part of the landscape.

A detail of a corner of the painting ‘Le piantine’ by Casorati: the leaves conceal the face without erasing its presence. And I think of myself: sometimes I don’t hide. I simply don’t feel like being in the spotlight. There are times when stepping back a little helps me to better understand where I should be next.

The sleeping female figure lies on a flower-strewn meadow, clutching a pomegranate: a symbol of fertility and a reference to the classical myth of Persephone. The suspended, almost sacred atmosphere blends nature and dreams in an iconography rich in Symbolist, Pre-Raphaelite and Botticellian references. ‘Il sogno del melograno’ 1912 by Casorati, is the manifesto of a visionary and introspective art, which shuns reality to immerse itself in myth, symbolism and poetic hallucination. The work foreshadows one of the most original trends in early 20th-century Italian painting, straddling spiritual abstraction and evocative figuration. The woman in the grass, almost camouflaged within the landscape.

A theme of fragmentation: pieces, shapes, fabrics, colours. A figure that seems to be constructed from various elements. ‘Janne dans l'atelier’ by Severini. Sometimes, rather than finding a new form, one must allow the existing one to emerge. ‘The incorporation of elements taken from everyday life through collage is a tribute to Braque’s innovations during the height of Synthetic Cubism.’ 

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