collezione

Dall’idea di un progetto, all’oggetto, dall’oggetto semplice, all’oggetto di design
5 Parole importanti: casa, oggetto design, colore, gusto, arredamento!

…ma come si riconosce una coperta ‘lr’ da un’idea di coperta?
– È UNA COPERTA DI DESIGN – un prodotto con un valore estetico
– È INNOVATIVA – un’interpretazione diversa della ‘classica coperta’
– È EMOZIONANTE – un complemento decorativo per la tua casa: valorizza l’ambiente, portando colore e bellezza
– È AFFIDABILE – ti garantisce qualità e sicurezza nell’uso quotidiano come prodotto funzionale e durevole
– È ‘SU MISURA’ – il risultato tangibile dell’importanza di alcuni dettagli, un ‘pezzo’ unico che considera e interpreta le esigenze del cliente, in un progetto a più mani, secondo le regole della maestria artigianale di tradizione italiana, perfezionata dall’industrializzazione.

‘lr’ di roberta licini vuole farsi conoscere e apprezzare con i prodotti di una piccola collezione speciale, che si rivolge ad una nicchia di clientela che si identifica e presta l’attenzione a quei valori espressi dal gusto-stile, bellezza-colore, qualità-materia-dettagli.

Momenti tranquilli

Siediti e assapora la coperta
blankets and cushions
blankets and cushions
blankets and cushions

Questa pagina è dedicata a coloro che vogliono avere un suggerimento per un regalo da dedicare a chi si ama: un uomo, una donna, un bambino, a tutta la famiglia, per un evento come un matrimonio, un compleanno e … per te stesso!

Una coperta pensata come un dono prezioso, per una ‘persona cara’. Un regalo che piacerà a chi lo possiede, considerando i tre elementi importanti che lo contraddistinguono: estetico, funzionale, affidabile. Sono orgogliosa di presentare i miei prodotti di collezione, attraverso una selezione di motivi geometrici e floreali alternati ad una proposta di punti tridimensionali, nelle tonalità neutre o luminose con ricerca di materiali particolari come lana merino extrafine, cashmere misto cardato-cotone, oltre ad altre proposte.
Tutte le finiture sono eseguite a mano. Comfort personalizzato, interprete delle esigenze del cliente.

Le mie creazioni parlano di qualcosa di non convenzionale. Amo i colori, le combinazioni e le forme, dando un senso estetico all’oggetto e un significato all’uso del prodotto.

La Galleria completa: i ‘pezzi’ che ti aiutano a vivere la casa

Racconto sulla coperta

Non è solo un complemento tessile d’arredo, è un prodotto complesso, vero alleato della natura, oggetto simbolico, amico inseparabile. È il frutto di tecnologie ed esperienze tessili che hanno una storia: una merce di valore. Non a caso dura nel tempo ed è percepito, come un capo di qualità. Ma non è solo questo: un po’ di chiarezza sul vero valore del manto naturale, sulle differenze qualitative e di valore economico.

Nel 1954, per la prima volta, Linus Van Pelt, personaggio chiave della striscia fumettistica Peanuts, appare al fianco della sua immancabile coperta azzurra. La “coperta di sicurezza” – come la definisce lui – più che uno strumento, è un totem, l’identificazione diretta della soddisfazione del bisogno di protezione. Non a caso, Linus è una sorta di filosofo del gruppo di personaggi ideati da Charles Schulz. Se ci soffermiamo a pensare come la coperta ci accompagna per tutta la vita: dalla nascita, avvolti in una coperta e per il resto dei giorni, durante il sonno, siamo “coperti” da qualcosa. Per questa ragione, al di là di gusto, materie, modelli, stili o quello che si vuole, stiamo parlando di un oggetto presente in qualsiasi sistema di sopravvivenza a qualsiasi latitudine. Nello specifico, nel nostro vecchio continente, la coperta in lana è il vero e proprio “evergreen” del tessile casa. Le prime tracce di coperte vere e proprie risalgono alla Spagna del XVIII Secolo, nella regione della Catalogna. E via così per centinaia d’anni. La vita media di una coperta è oltre i quindici anni ma sovente, è un oggetto tessile che “si eredita”. Nella percezione la coperta assume diversi gradi d’importanza, a seconda dell’utilizzo che se ne fa. Nel passato costituiva la componente primaria del corredo – sia ereditato che acquistato – insomma un capo prezioso.  Se di coperta se ne acquista una, se non per la vita quantomeno per molto tempo, tanto vale che sia bella e di buona qualità.

Pura lana, innanzitutto: il concetto base nella scelta di una coperta in lana: la materia base è assolutamente naturale – la più ecosostenibile in assoluto – e ve n’è di diverse qualità, più il manto dell’animale è selezionato, più il filato che ne deriverà sarà fine e, a parità di peso del capo finito, avremo maggior valore calorico. Se una coperta invernale in lana Nuova Zelanda (sommariamente definita Shetland) pesa circa gr 450 al metro quadro, un capo con uguale potere calorico in lambswool peserà circa gr 380 al mq; segue il merino extra-fine, in pratica un filato che nasce dalla lana selezionata di una sola parte del vello dell’agnello, caratterizzato da una morbidezza superiore e da un peso poco più di gr 300 al mq. Infine il cashmere che, a seconda delle varie qualità, si colloca però mediamente sotto gr 270 al mq. Evidenti quindi le differenze: una coperta in cashmere, certamente molto più cara, sarà però molto più leggera e confortevole al contatto con la pelle.

La stagione della coperta è un concetto che si è molto evoluto negli ultimi tempi. Complice di ciò, certamente, l’evolversi del comfort nelle case, soprattutto per ciò che riguarda il riscaldamento. E poi ci sono i cambiamenti nelle abitudini di consumo e di preferenza: spesso la coperta si usa in “appoggio” a un piumino e quindi deve essere leggera (gr 350/450), la coperte per tutte le stagioni (gr 450/550). Anche d’estate? Certo! I caratteri peculiari del manto naturale, infatti, sono primariamente la capacità della lana di rendere un valore d’igroscopicità – cioè la capacità di assorbire e rilasciare all’esterno l’umidità – altissimo. Non solo. È altrettanto importante capire che la coperta in lana non scalda, è isolante, mantiene semplicemente la temperatura dei corpi con cui è a contatto: perciò, se da un lato c’è una temperatura di 37 gradi e dall’altro di 50 o più, queste restano invariate (per questo gli abitanti del deserto portano mantelli di lana anche sotto il sole). Caratteristica del potere isotermico.

Il valore della copertura naturale per il sonno dove la coperta in lana non è solo un prodotto, è un progetto. Che sia in tinta unita o a lavorazione jacquard, quindi decorata, scozzese o stampata, è il frutto di una progettazione che parte dal filato, che nei tessuti, passa per la tessitura e termina con processi di finissaggio che ne mutano ed esaltano la mano. Nella maglieria, il processo (diversa nella lavorazione) è simile. Per quanto riguarda le valutazioni in termini di valore del processo di lavorazione, le coperte in tinto in filo sono quelle più pregiate perché la definizione della tessitura o smacchinatura jacquard e intarsio, viene resa nel modo migliore. Se si sbaglia il trattamento, si rovina completamente la coperta. Un prodotto quindi complesso e vitale, sulla cui qualità non bisogna scendere a compromessi.

Questione della salubrità: pericolosa la lana per le allergie? La lana non favorisce in alcun modo l’habitat dell’acaro (un problema che riguarda invece materasso e guanciale) ma, in alcuni casi, per esempio in quello del merino extra-fine, ha addirittura proprietà anti-acaro proprio perché vi è assenza di umidità e calore, ovvero l’ambiente ideale per la proliferazione di questi odiosi piccoli animaletti.

Infine, c’è l’argomento della eco sostenibilità. Non sempre si riflette su tale aspetto che, nel caso della lana, è un prodotto naturale meno invasivo per i cicli di vita della terra, degli animali e dell’uomo. Allevamento e non coltivazione: quindi niente concimi, niente acqua sprecata, niente terra spremuta. E poi allevamento ciclico, cioè l’animale sopravvive alla tosa: questa è operazione millenaria e non provoca nessun danno all’animale, anzi, il poter ripetere la tosa più volte possibile è la vera ricchezza per l’allevatore.

Insomma, acquistare una coperta in lana è senz’altro impegnativo dal punto di vista economico, ma si tratta di un investimento di ottima qualità e, tutto sommato, facile da realizzare senza il rischio di prendere abbagli e fregature. E il comfort giorno-notte ne trarrà indiscutibili vantaggi.

La (facile) manutenzione della coperta. Se volete (a seconda del tipo di coperta), si può anche programmare il lavaggio in casa in lavatrice (30 gradi per la lana), ma il consiglio è portarla in tintoria almeno una volta all’anno, associato la buona abitudine di arieggiarla ogni tanto. Insomma, chiedete alla vostra nonna e vi spiegherà tutto: non è cambiato niente. Una puntualizzazione importante riguarda la perdita di pelo e l’effetto ‘pallino’ della coperta che, secondo alcuni, ne inficerebbe la qualità. Ricordate che la coperta vive con voi e l’usura del tempo ne è la conseguenza. Il piccolo problema si può comunque risolvere con l’uso di uno strumento specifico in commercio.

Pura Lana Vergine, marchio di cui fidarsi. Il significato del termine Pura Lana Vergine è fondamentalmente distinguibile fra le due parti: Pura Lana: che sta a significare la presenza di sola lana all’interno del capo con una tolleranza massima del 7,3% Vergine: ovvero che la lana usata si tratta di lana di tosa, e non rigenerata o recuperata da lavorazioni industriali

La prima valutazione del consumatore nell’acquisto di una coperta in lana deve riguardare il marchio “Pura Lana Vergine” oggi diventato “Woolmark” cioè il marchio di qualità produttiva internazionale, promosso nel 1964 dalla “I.W.S.” (International wool secretariat), ente senza scopo di lucro che raccoglie i produttori di lana di oltre 30 paesi. È stato concesso gratuitamente fino al 1994, quando, a causa di un crollo vertiginoso del prezzo della lana, la IWS ha chiesto alle imprese un contributo per la licenza d’uso, al fine di reperire nuovi fondi per sostenere l’immagine della lana stessa.
Il marchio è registrato in 117 Paesi.